Miopia


E' un difetto di refrazione per cui le immagini poste all'infinito vanno a fuoco nell'occhio prima della retina, in genere a causa di un aumento di lunghezza del bulbo oculare: quindi il paziente vede male da lontano.
La Miopia è definita lieve fino a 5 diottrie; media fino a 10 diottrie; elevata oltre le 10 diottrie.
Il difetto viene corretto con lenti negative (divergenti) di potere pari al difetto da correggere (ad es. -3 per una miopia di 3 diottrie); la lente può essere su occhiali o a contatto.
La lente da occhiale corregge bene la miopia lieve mentre la lente a contatto è adatta per miopie medie ed elevate poichè riduce le aberrazioni ottiche presenti nelle lenti da occhiale di potere più elevato.
La miopia è il difetto di refrazione più diffuso (ne è affetta circa una persona su tre), quindi sono stati studiati numerosi interventi per eliminare o ridurre la miopia (chirurgia refrattiva).

IL LASER AD ECCIMERI

È stato introdotto nella pratica clinica nel 1990 ed è attualmente la più importante metodica per la correzione dei difetti visivi di entità lieve e media. Consiste nel modificare la curvatura corneale mediante un raggio di luce ultravioletta controllato dal computer, che vaporizza una sottile porzione dello strato intermedio della cornea. Il dott. Daniele Vitali utilizza i Laser di ultima generazione che presentano le seguenti peculiarità tecniche.

Sistema di puntamento

Permette al raggio laser di seguire tutti i piccoli movimenti che l’occhio inevitabilmente esegue durante il trattamento, cosicché quest’ultimo, grazie anche alla preparazione ed esperienza del chirurgo, sia sempre perfettamente centrato sull’asse visivo. Mediante microimpulsi ad alta frequenza si ottimizza l’effetto laser per ridurre la profondità del trattamento che risulta così applicabile anche in casi con cornea relativamente sottile.

Sistema di ablazione

E’ una particolare strategia computerizzata di trattamento che permette di vaporizzare in modo uniforme ed omogeneo una superficie corneale più ampia rispetto ai laser tradizionali, così da ottimizzare il risultato visivo dopo il trattamento. Grazie ad un particolare strumento detto aberrometro vengono rilevate tutte le irregolarità ottiche dell’occhio del paziente. Si crea una “mappa” che guiderà il laser nell’eliminare tutte le imperfezioni per ottenere la massima acutezza visiva possibile nei casi in cui questo risultato non sarebbe ottenibile con le normali strategie di trattamento.

Il laser ad eccimeri si utilizza nella PRK e nella LASIK, le due tecniche più diffuse.

PRK (cheratectomia fotorefrattiva)

È un trattamento di semplice esecuzione, eseguito ambulatorialmente con anestesia topica (collirio). È indicato nei difetti di entità lieve e media nei quali si ottengono risultati eccellenti, utilizzando gli apparecchi di ultima generazione. Il trattamento laser si esegue dopo aver asportato meccanicamente lo strato più superficiale della cornea (epitelio) per agire sul tessuto più profondo (stroma). Al termine del trattamento si applica temporaneamente una lente a contatto protettiva. Il paziente può accusare lacrimazione e fastidio alla luce per 2-3 giorni e recupera una buona visione nell’arco di una-due settimane.

LASIK (laser cheratomileusi intrastromale)

È una tecnica ambulatoriale di rapida esecuzione, in anestesia topica. Il tessuto da trattare viene esposto creando un dischetto di tessuto superficiale mediante il nuovo laser a femtosecondi, dotato di una particolare lunghezza d’onda in grado di dissolvere i legami del tessuto corneale. In questo modo si esegue un taglio molto preciso, di profondità e ampiezza desiderate, in base alle caratteristiche del singolo paziente. Il dischetto (lembo corneale) resta collegato alla cornea con una piccola porzione periferica (cerniera) così da poter essere ripiegato su se stesso e consentire la fotoablazione con laser ad eccimeri sul tessuto sottostante (stroma). Al termine del trattamento il dischetto viene riposizionato, disteso sulla cornea e lasciato aderire spontaneamente in pochi minuti senza punti di sutura. La LASIK è una tecnica che fornisce risultati ottimi in tutti i tipi di difetto, anche in quelli medio-elevati, con recupero rapido già in prima giornata e disagi limitati che si risolvono in 2 o 3 ore; è quindi particolarmente indicata negli occhi sensibili e nei trattamenti bilaterali. Più che la PRK, la Lasik richiede una solida preparazione chirurgica e un addestramento specifico all’uso di apparecchiature molto sofisticate. L’occhio da trattare deve infine rispondere a precisi requisiti anatomici che vanno valutati dal chirurgo nella visita pre-operatoria. In presenza di una cornea con spessore ridotto o di anomalie di lacrimazione e superficie oculare, il trattamento laser può essere fonte di complicazioni o addirittura controindicato: in questi casi la soluzione può essere la chirurgia refrattiva mediante impianto di lente intraoculare.

LENTE INTRAOCULARE FACHICA (ICL)

Si tratta di una metodica che si è andata affermando negli ultimi anni grazie alle sicurezze e prevedibilità dei risultati nonché all’elevata qualità visiva ottenibile. Rappresenta una valida alternativa ai trattamenti laser tradizionali. L’intervento consiste nell’inserire attraverso una piccola incisione una lente morbida che verrà posizionata sotto l’iride, davanti al cristallino, senza bisogno di punti di sutura. Personalmente utilizzo l’ultima generazione di lente refrattiva (ICL). Questa soluzione permette di correggere anche difetti elevati mantenendo l’accomodazione naturale dell’occhio, cioè la capacità di messa a fuoco da vicino. E’ una procedura ambulatoriale eseguibile in anestesia locale. Poiché il potere della lente viene calcolato sulla base di tutti i parametri oculari, ogni lente viene realizzata individualmente per ciascun paziente al fine di ottenere la correzione ottimale. 

SOSTITUZIONE DEL CRISTALLINO

(Facoemulsificazione con impianto di cristallino artificiale)
E' una tecnica "storica" nella chirurgia della cataratta, ma ha goduto dei moderni sviluppi della chirurgia oculare dal punto di vista della strumentazione e dei materiali.
Consiste nell’aspirare il cristallino trasparente o solo lievemente opaco che viene sostituito da un cristallino artificiale, esattamente come avviene per l’intervento di cataratta: si esegue ambulatorialmente ed è una metodica collaudata da oltre 20 anni in milioni di pazienti. Il recupero è rapido e la qualità visiva dopo l’ intervento è ottima.
È indicata nei difetti visivi molto elevati e nei pazienti oltre i 40 anni, dove il trattamento laser non consente risultati e margini di sicurezza adeguati. L’intervento viene eseguito ambulatorialmente.
Questa tecnica ha ricevuto un nuovo impulso con l’introduzione del cristallino artificiale pieghevole multifocale che permette di correggere anche la presbiopia.
Questa lente intraoculare, inserita attraverso una piccola incisione di 2 mm, presenta una serie di zone concentriche di diverso potere diottrico che permettono al paziente di mettere a fuoco a distanze diverse. Questa soluzione oltre ad eliminare il difetto visivo principale consente una buona visione da vicino senza ricorrere all’occhiale da presbite, quindi offre risultati ottimi anche nei pazienti più giovani non abituati ad usare occhiali da lettura.